N.21 Il silenzio dei colpevoli

IL SILENZIO DEI COLPEVOLI

Qualcosa sembra oscurare gli orizzonti. 
Gli equilibri sembrano essere in via di rottura. 
È evidente una crisi di rigetto del momento. 
La perdita di contatto stimola l’isolamento mentre la attuale forma di comunicazione è solo un sordo rumore di fondo dei social misto alla prezzolata informazione di basso profilo di tutti, stampa e TV.
Di fatto tra noi cala il silenzio, quello interiore, quello vero.
Il silenzio, il peggior nemico dell’essere umano per la sua connessa compatibilità con la morte, creduto àncora di salvezza o, peggio ancora, soluzione di momenti critici, è il solo veleno pauroso che può distruggere anzitempo ogni cosa, soprattutto il pensiero.
Perdere la visione del futuro per lasciar posto alla angoscia del presente è quanto di peggio si possa fare. Non serve far di conto, adesso. Il rischio di una assuefazione all’inedia, motivata anche da una classe politica sbandata, a volte priva di evidente competenza e persino cialtrona, è prevalente e non ha via di ritorno.
Occorre invece umiltà, chiedere e non gridare, fare domande assennate ed azzardare risposte, proposte ed ipotesi.
In parole povere, bisogna sognare. Questo è compito delle giovani menti, non necessariamente solo corrispondenti all’età anagrafica, che non indietreggiano ma intendono avanzare con coraggio anche verso l’ignoto se sono rese consapevoli di poter scrivere così il loro il futuro.
Ma per osare, occorre permetterlo. Questo è l’obbligo, il dovere di chi ha, per caso o volontà, il potere.
È in gioco il futuro pensante dell’umanità. 

                                       PATRIZIO RANIERI CIU © FABBRICAWOJTYLA 2020 

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