N.07 Chi sa

CHI SA

Un singolo documento non è sufficiente. Andrebbero letti criticamente decine di articoli  scientifici pubblicati da fonti attendibili (che dovrebbe corrispondere a “ufficiali”) negli anni, prima e dopo, peraltro in inglese. Li sto raccogliendo ma non so se avrò il tempo di leggerli tutti in modo critico e approfondito. C’è una rivista della fondazione veronesi che è più alla portata, in italiano, ma non va molto nel dettaglio. Fa solo una panoramica sui virus e roba varia con il punto di vista dell’epidemia attuale.

Io credo sia giusto e umano pensare autonomamente a tutte le ipotesi, in termini di cause e di opportunità di reazione, ma credo anche che questo richieda una capacità, una conoscenza del particolare ed una esperienza sul campo straordinarie, oltre che illuminate, umili, assolutamente oneste e disinteressate e se vogliamo esagerare accompagnate da un pizzico di genialità. Peraltro immagino che un solo uomo del genere con tutte queste capacità non sia comunque sufficiente e forse questo sarebbe il senso di una comunità scientifica (o di una utopica civiltà), se fosse interamente composta da gente così.  Ma a questo punto sarebbe comodo avere un dio che possa fare tutto questo al nostro posto, cioè essere perfetto.

Un genio può avere una intuizione geniale anche senza una competenza approfondita, ma temo che in questo caso, da sola, comunque possa non essere nel concreto sufficiente. Non lo so.

C’è chi dice alla luce di ciò che accade che dovremmo fidarci della tecnologia visto che la natura ci regala cose come questa e lo ha sempre fatto. Forse è vero, eppure è una cosa che mi intristisce molto e che non mi sembra giusta. 

Forse l’uomo ha costruito un mondo che non è in grado di gestire perché non ha saputo mantenere il giusto equilibrio. Ha continuato a imparare, continuato a scoprire, a settorializzare senza capire che per gestire tutto questo bisognerebbe avere una solidità e una capacità di collaborazione e reciprocità tra individui fondamentale. 

Conoscere tutto di una sola cosa pare essere il solo modo per sentirsi davvero competente. Ma poi non puoi fartene niente se non puoi dialogare con un altro, che sa tutto di un’altra cosa. E per dialogare con un altro devi fidarti di lui, devi credere che lui abbia agito con responsabilità e nel modo “giusto”. 

E non saprai mai se hai commesso errori e se quello è davvero il modo giusto.

È un cane che si morde la coda. 

E a volte davvero non sembra alla nostra portata, non a dimensione “uomo”. Non il virus, ma il mondo stesso che abbiamo “creato”.

VALENTINA ROSSI © FABBRICAWOJTYLA 2020

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