N.02 Isolamento

ISOLAMENTO

Se l’attraversamento della solitudine è conoscenza del desiderio di una reale scelta dell’altro da sé, non uno qualsiasi ma di definiti altri prescelti all’Amore vero – cioè al dialogo a cui dedicare le circostanze che ci accomunano a certi nostri altri nell’esperienza di vita – l’isolamento, voluto o forzato che sia, è la forma di distacco da chiunque sia altro da sé, percepito come paura per se stesso. Sembra una condizione dell’egoismo che sfocia nel rifiuto del dialogo e quindi rifiuto dell’Amore vero e persino del genere di appartenenza ma è solo inutilità della domanda, ostacolo alla ricerca, cancellazione dell’occasione vitale: in poche parole è l’incosciente e quindi quanto mai stupida anticipazione della propria morte.

Ecco di fronte a cosa siamo pronti a tutto, pronti a rinunciare alla nostra individualità, alla libertà, alla onestà, alla verità così come – in questo “volontario isolamento fiduciario” per Covid 19 – davanti alla incognita psicotica del coronavirus: la paura della nostra morte.

Mentre non c’è stato mai alcun riconoscimento di “estrema necessità” – nemmeno di una quarantena – davanti ai clandestini che muoiono in mare perché quelli non saremo mai noi, di fronte alle donne della tratta perché quelle non saranno mai le nostre donne, di fronte ai bambini in miniera perché quelli non saranno mai i nostri figli, di fronte ai civili che cadono nella guerra a pezzi che si fa nel mondo perché non saranno mai le nostre famiglie.

C’è bisogno allora di una riflessione universale.

Come appartenenti al genere umano abbiamo affrontato pestilenze e terremoti, dicono persino un diluvio universale ma siamo ancora qua. Tra morti e risorti passerà anche questa semifollia mentre ogni lezione della Natura come la strage dei canguri in Australia continua a non servire mai a niente. L’egoismo trionfa sempre nei sopravvissuti che restano fedeli a tutti i vizi, quelli sempre antichi che non mutano mai ed ai quali non si sostituiscono bensì si innestano, rafforzandoli, nuovi vizi.

C’è bisogno di una riflessione universale perchè siamo contemporanei, cioè viviamo contemporaneamente insieme un Tempo. E non c’è Passato, non c’è Storia. C’è solo quel che accade. Un tempo non era così. Oggi la vita di questa cosa che ci ostiniamo ancora a chiamare uomo è tutta qua, nello schermo ristretto nel palmo della mano. Miscela di prevenzione al buio e di pubblicità: coronavirus tra 5 Stelle, la D’Urso e Tagadà.

Benvenuti nell’attualità.

PATRIZIO RANIERI CIU © FABBRICAWOJTYLA 2020

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