Moti Terra in Terrae Motus

di Patrizio Ranieri Ciu

La valorizzazione della collezione tematica di Lucio Amelio

Era da poco accaduto il terremoto in Campania e grandi artisti avanguardisti come Andy Warhol, Robert Rauschenberg, Joseph Beuys, Keith Haring, Mimmo Paladino, Michelangelo Pistoletto, Emilio Vedova ed altri ancora, vollero a loro modo interpretare con delle opere la vicinanza alla terra campana e a Lucio Amelio, il più illustre sostenitore dell’arte contemporanea tra gli anni ‘70 e ‘80, che decise di collocarle nella Reggia di Caserta, preannunciandone così il ruolo di Museo. Nelle sale che espongono le opere di “Terrae Motus”, la Compagnia della Città & Fabbrica Wojtyla inserisce tra i capolavori pittorici e materici i monologhi del terremoto sociale dei nostri tempi, le scosse umane che stanno caratterizzando il nostro vivere quotidiano: bambini uccisi o scomparsi, donne abusate, clandestini e poveri abbandonati a destini sconosciuti che diventano i protagonisti assoluti di questa installazione artistica a tutto campo capace di informare culturalmente e formare attenzione su valori morali assoluti. Così gli attori, non dimentichi della mission sociale, da interpreti di queste singolari lezioni d’arte, si trasformano, grazie ad interventi di inedite musiche di repertorio contemporaneo, in acuti osservatori della realtà della nostra contemporaneità, facendo proprio il “memento” del Terremoto fisico. Vicende teatrali incastonate nella location pubblica del Palazzo Reale di Caserta –metateatro d’eccellenza – che si incrociano, tra recitazione, danza e canzone in un percorso storico-artistico che si muove nel tempo permettendo una rivalutazione continua e stimolante dello scenario così unico rappresentato dal Palazzo Reale. Lo spazio-Reggia diventa così luogo teatrale che apre la sua storia e quella dell’epoca di riferimento per divenire luogo che “stabilizza” una grande opportunità culturale dalla enorme potenzialità attrattiva, in un grande affresco musicale in movimento, denso di sorprese e colpi di scena, tutto teso a valorizzare lo splendore, lo stile e l’inconfondibile eleganza della Reggia più bella del mondo ma anche a ricordare che l’umanità ha sempre tanto da imparare.