N.17 La mossa di un Dio

LA MOSSA DI UN DIO

 “Io credo in Dio Padre Onnipotente”
sono le prime parole del Credo. 
Significa che se credi in un Dio, un Dio c’è. 
Se non ci credi, aspetti di veder provare la sua esistenza.
Bene, allora per chi crede,
quanto accade é volontà di un Dio.
E se non credi, di fronte a questa prova,
é giunto il momento di cominciare a credere. 
Perché é ormai evidente 
che c’è una volontà divina in quanto accade.  
Ma non é prova dell’esistenza di un Dio che punisce 
bensì è la lezione di misericordia che un Dio impartisce alla umanità, 
non solo monito rivolto agli umani responsabili di grettezze ed egoismi 
ma misura che indica agli uomini il senso di umiltà necessaria 
di fronte all’alterigia di una raggiunta tecnologia
che sembrava rassicurare molto più del pensiero di un Dio.
In poche mosse, 
direi persino in un’unica mossa fatta a caso a Wuhan,
un Dio ha dato scacco matto ad un sistema assordante, cinico e consumista che ora, impotente, si domanda il perché.
Eppure é semplice, il perché di un simile contagio é quanto mai chiaro:
basterebbe guardare gli effetti di quanto accade con gli occhi di un Dio
invece di vederli con lo sguardo degli uomini di questa Terra 
che è diviso in due, quello degli avidi e quello degli spaventati, 
di chi vive sottomesso a condizioni di convenienza 
e di chi su queste condizioni lucra. 
Il risultato degli eventi parla chiaro: è dunque un Dio che ora vuole tutto questo. 
Un Dio che di fronte ad un libero arbitrio dissennato contro sé stessi e contro la natura 
ripristina condizioni di equilibrio con un solo gesto tra gli uomini.
Così un Dio fa ciò che l’uomo non ha fatto e ciò che gli uomini non sono stati capaci mai di fare.
Allora proviamo a guardare quanto accade con gli occhi di un Dio 
che chiama a sé i più deboli, quei vecchi resi inutili dalla società delle rottamazioni, 
svuotati da interessi che potessero tenerli attivi, 
bistrattati dalle famiglie impegnate nel consumo.
Un Dio misericordioso che chiama cosi a sé principalmente vecchi già minati nei corpi,
già consumati da patologie, già allontanati e reclusi nelle RSA, 
impedendo per loro, 
peraltro senza sofferenze estreme prolungate nel tempo,
il protrarsi del logorio sistematico della solitudine e dell’esclusione dalla Società. 
Una Società arruffona, egoista e razzista,
sostenitrice delle divergenze e fautrice delle differenze enormi 
tra chi possiede, in pochi e a strati, la ricchezza
e chi sopravvive, in tanti, tra precariato, lavoro nero e miseria.
La mossa di un Dio é semplice: con la paura della incontrollabile morte diffusa
obbliga governi interi a dover provvedere ad una redistribuzione di quelle economie 
che gli umani hanno trasformato in accaparramenti senza scrupoli in ogni circostanza di opportunità,
di arricchimenti lobbystici senza precedenti pure quando c’é bisogno di provvedere agli indigenti. 
Un Dio ha di fatto avviato quel che potevano fare gli uomini per libera scelta e non hanno fatto.
Provvede dunque un Dio a ricordarci di concentrare lo sguardo sugli “ultimi” di questa Terra.
Bisognerà fare attenzione perché diversamente sarà implacabile.
Ecco, un Dio c’è e lo dimostra il contagio.
Francesco lo sa, Benedetto pure. Ma non possono parlare. 
Sono accomunati da una stessa sorte.
La Chiesa stessa è sotto osservazione dello sguardo di un Dio.
Disertata dai fedeli e dagli stessi preti che avevano necessità di sentirsi vivi fuori di essa,
ora é chiusa e desiderata in un anelito di aggregazione, 
nel bisogno di non sentirsi soli. 
Quale lezione più grande poteva giungere 
dall’ipotesi della volontà di un Dio!?
Dunque, sia fatta la Sua volontà. 
Adesso spetta agli uomini la buona volontà di dimostrare in modo consapevole 
di essere capaci di un cambiamento radicale, 
di una mutazione coraggiosa che abbandoni i vecchi modelli senza crearne di nuovi:   
anche perché, se un Dio c’è, 
la sua prossima mossa potrebbe esserci fatale. 

PATRIZIO RANIERI CIU © FABBRICAWOJTYLA 2020 

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