Il Clandestino

di PATRIZIO RANIERI CIU

L’Africa è la protagonista di questo percorso che parte dall’aggressione al mondo dei neri per giungere alla fuga attraverso il mare dei discendenti degli antichi schiavi e del confronto con la crisi che attanaglia la nostra società. Un incontro che pur sembrando scontro tra chi si sente invaso e chi cerca uno spazio per la dignità si tramuta in possibilità di conforto reciproco.

L’Africa è la protagonista di questo percorso che parte dall’aggressione al mondo dei neri per giungere alla fuga attraverso il mare dei discendenti degli antichi schiavi e del confronto con la crisi che attanaglia la nostra società. Un incontro che pur sembrando scontro tra chi si sente invaso e chi cerca uno spazio per la dignità si tramuta in possibilità di conforto reciproco. 

Il teatro della parola che esalta il valore del contenuto e individua gli effetti della comunicazione come acquisizione di esperienza contemporanea per l’attore e per lo spettatore in una osmosi di emozioni che migliorano la qualità della vita interiore per entrambi si rinnova nell’incontro con la musica tribale, i ritmi viscerali, i movimenti ancestrali che più puri abbiamo perso nel tempo allontanandoci dalle nostre origini. 

Il Clandestino si conclude nel sublime universale del monologo dell’ uomo che porterà tutti sulla strada dell’incontro con la diversità che si illumina di rispetto fino all’immagine struggente de I veri ladri e commovente de Il mare nero, riflessione sulla nostra ultima umanità interpretata da giovanissimi aspiranti attori africani.. Assolutamente inedito ed originale, il collante artistico dell’incontro tra diversi è affidato alle singolari voci canore “bianche e nere” spettacolari nella musica, sonorità concessa agli uomini da Dio probabilmente per dialogare meglio con Lui. 

Tra musica tribale, ritmi viscerali e movimenti ancestrali, Il Clandestino porta sulla strada dell’incontro con la diversità che si illumina di rispetto, facendo riflettere sulla nostra ultima umanità.

Palmarès:

L’opera è stata rappresentata nell’ambito della mostra Migrantes presso il Teatro Comunale di Caserta (2016); Nelle stanze della mostra Terrae Motus della Reggia di Caserta (2017), insieme a giovani ragazzi africani, emblema di integrazione e di forte sensibilità per la tematica dell’immigrazione.